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CEO, CFO e altre sigle da schivare per evitare di adorare Anubi

Facendo seguito alle farneticazioni riflessioni su l’uso dei termini di altre lingue il Profeta oggi vorrebbe raccontare una favola:

“C’era una volta una persona che voleva lavorare in proprio. Apriva la sua bella partita iva e se lavorava tanto e bene guadagnava i suoi soldini. Ad un certo punto poteva anche decidere di reinvestire nella sua attività.

Poteva anche, se lo considerava opportuno, chiedere un prestito a una banca. Il direttore della banca fatte le opportune valutazioni poteva decidere se concederglielo o meno.

Arrivato a un certo punto dello sviluppo della impresa con investimenti logistici e un discreto numero di dipendenti poteva fregiarsi del titolo di direttore della sua azienda. Molto più avanti poteva anche decidere di cercare soci investitori o di quotarla in borsa.”

Questa è rimasta una favola…erano altri tempi, oggi aprire una partita iva in Italia vuol dire rovinarsi di tasse; investire nella propria attività vuol dire bruciarsi tutti i soldi del nonno e adorare Anubi tutta la vita.

Lo stato ti osteggia in tutti i modi e se ti va bene e, nonostante tutto, riesci a lavorare e guadagnare qualcosa devi darlo tutto allo stato.

Quello che, comunque lascia più perplessi è non poter proprio più neanche tentare di “fare un lavoro”; devi “aprire una Start up”!

No, non si mangia… sembra significhi “impresa innovativa in fase di sviluppo”. Se invece apri una azienda conservativa in fase di inviluppo allora non è una start-up.

Anubiiii!

Comunque, dicevamo, se decidi di lavorare assieme a qualche tuo amico dietro a un progetto apri la “Start-up”. A questo punto non è che sei uno che lavora dietro a un progetto, no … devi essere il CEO, il tuo amico (tuo braccio destro) diventa COO (no, non si mangiano).

Il contabile non serve, ci vuole il CFO. Manco serve qualcuno che lavora davvero sul progetto, c’è il CTO. Non esiste più chi si occupa delle strategie di marketing c’è il CMO. Quello che si intende di più di informatica e sta dietro ai pc diventa CIO.

Ma chi cazzo lavora se son tutti capi?

Bho probabilmente non è più importante. L’importante è chiaccherare in altre lingue. Si è vista molta gente a cui è stato offerto il ruolo di CEO o di CFO con lauto compenso.

Ad alcuni il Profeta chiese: “Hai una conoscenza precisa delle responsabilità legali, penali e civili, del ruolo che ti è stato offerto?” La risposta fu negativa e molti finirono in tribunale o dovettero darsi a brevi fughe, comunque finirono tutti in mezzo a una strada.

Chi offri loro la “grande opportunità” scappò con i soldi e loro finirono nella merda. Ricordati che “quando al tavolo non sai chi è il pollo, il pollo sei tu”.

Forse se ti avessero offerto un posto di “direttore finanziario che incorpora la figura di revisore contabile che ovviamente è responsabile della redazione del bilancio e che ovviamente deve conoscere tutte le norme vigenti” avresti adorato Anubi scappando veloce oppure avresti risposto: “Se vuoi vengo a fare il contabile, la CFO la fai fare a tua madre, e se insisti mi metto a urlare adorazioni anubistiche.”

Oppure lavori 20anni, e quando avrai una esperienza reale, tale da capire in cosa ti stai andando a infilare potrai farlo, dopo aver valutato accuratamente i rischi.

Vabbè, comunque torniamo alla tua “apertura della start-up”. Si comincia andando a caccia di soldi.

Se sei delinquente fai una campagna di raccolta investimenti, fai finta di lavorare poi butti via il tuo progetto/prodotto e chiudi. Ti sei ciucciato un mucchio di soldi e in culo agli investitori.

In alternativa ti si presenta un investitore credibile che ti fa un po’ di pubblicità (Pardon… crea” “hype”) cosa che permette di coinvolgere altri piccoli investitori. In seguito il principale investitore ne esce recuperando utili (per lui) lasciando nella merda te e i piccoli investitori che magari ti portano anche in tribunale.

Ipotizziamo che ti vada bene e riesci a iniziare a lavorare sul serio… non basta. La vera concorrenza non si basa sulla bravura ma sulla quantità di risorse. Tu aspiri al corno in fronte ma tieni ben presente che i cosiddetti “unicorni” hanno goduto e continuano a godere di capitalizzazioni che non hanno alcun senso rispetto alla produzione di ricchezza reale.

Per molti anni erano solo delle fornaci per capitali senza alcun senso, poi hanno vinto la battaglia ma non perché erano i “migliori”, perché la battaglia non sta lì, ma perché erano quelli che potevano bruciare più soldi degli altri per più tempo.

Non stiamo parlando di produzione ma di finanza.

Cosa ne sai tu di finanza? Poco? Male! Perché sarà quella che deciderà le tue sorti.

Allora fai una cosa fatta bene: apri la tua aziendina ovviamente in un posto dove lo stato non sia contro di te , dirigila al meglio, parla come mangi e quando i soldi del nonno sono finiti chiudi. Almeno non finirai in galera. Se proprio uno vuole bruciarsi i soldi del nonno sarebbe più anubista spenderseli in rhum; non lavorare come una bestia per regalarli allo stato.

Questa rottura di sfere non è volta a dire di non lavorare in proprio ma di farlo ben consci delle proprie capacità e dei rischi che si corrono.

Se puoi, vedi di parlare la tua lingua, perchè già così è molto difficile capire in che tipo di casini ti stai infilando. Se non puoi, parlane pure un’altra ma studiati bene quali responsabilità si nascondono dietro quelle letterine.

Putrroppo il panorama imprenditoriale succube di inflazione, scarsi rendimenti e troppa ingerenza statale é triste. Se ci sommiamo problemi geopolitici imprevedibili, perchè causati volontariamente dai “soliti noti”, alla dipendenza dalla finanza sarà ancora più chiaro che parlare di resa del capitale investito (Pardon… mò si dice ROI) è una chimera.

Ora, vero che l’investimento in una attività è cosa da valutare con grandissima prudenza e occhio anubistico come può difendersi il buon adoratore di Anubi?

Non fare un cazzo? No!

Quella è l’attività degli Spenti magari dando la colpa allo Stato.

Il buon Anubista investe su se stesso invece di investire su una azienda.

C’è una solo cosa che nè lo stato nè la finanza potrà mai rubare o distruggere: la propria conoscenza.

Non ti prendere per il culo con sigle fighe, nè con investimenti dove, a bilancio patrimoniale ti starai solo fottendo il capitale. Investi su te stesso. Quando dovrai scappare nessuno ti potrà chiedere dazio su ciò che sai, le tue conoscenze non sono tassabili.

Investi su te stesso è una semplificazione che deriva dal fatto che il Profeta non sta facendo il vecchio trombone dicendo che devi prenderti uno o più pezzi di carta: appare chiaro a chiunque che non servano a nulla.

Per investire su se stesso si intende usare la risorsa più scarsa che abbiamo ( il tempo) per sviluppare conoscenza.

Se tra le altre cose studierai come suonare la zampogna, adorando Anubi, un ladro senza divisa potrà rubarti la zampogna, un ladro in divisa potrà sequestrartela ma mai nessuno potrà farti dimenticare come si suona la zampogna.

Zampogne a parte, ogni cosa che imparerai a fare rimarrà esclusivamente tua.

Non importa su cosa deciderai di investire tempo, ovviamente un buon anubista prilivigerà conoscenze che possano garantirgli di potersi mantenere ma con un buon bilanciamento rispetto a quelle che gli procurano il “piacere della conoscenza”.

Ti potrebbe stupire come nella vita finirai, in barba alle tue 3 lauree, a diventare ricco grazie ai tuoi concerti di zampogna. ( Non è una battuta; la passione può portare molto spesso più lontano della propria “professionalità”.)

Il punto è sviluppare conoscenza, competenza e sapersi relazionare ( Sapere/saper fare/saper essere).

Tutto ciò che sai e sai fare compresi necessariamente i tuoi hobby costruiranno la più importante azienda che sei tu.

Non c’è bisogno di nessun titolo, sigle incommestibili o soldi del nonno. Tu basti a avanzi. Tu sei il contenitore di tutto ciò che ti serve per produrre ricchezza e non solo.

L’essere te stesso non necessita di sigle, necessita di conoscenza, insegui la conoscenza e avrai successo che non è, in chiave anubistica, essere un ricco Billcoglione che investe per vaccinare il pianeta, ma essere soggetto che è in grado di adattare le proprie pretese alla propria capacità produttiva rispettando il secondo precetto che si ricorda, è quello di non rompere i coglioni.

Quando verrai incastrato/a ad andare al “party” superfigo, molto vip, dove ti sembrerà di essere un extraterrestre ti accorgerai che, nonostante tutti si affanneranno a dire quanto son “CEO” e che cazzo di macchinone “c’hanno”, le persone più interessanti e anche attraenti saranno tutte intorno a te.

Proverai anubistica meraviglia e stupore perchè tu stavi solo parlando di quanto ti piaccia suonare la zampogna.

Ti risulterà assurdo perchè non sarai in grado di cogliere immediatamente quanto tu sia interessante parlando della tua zampogna rispetto a tutti i noiosi CEOglioni che ti circondano.

Nel mondo del lavoro è la stessa identica cosa, cresci il più possibile, nel senso di non smettere mai di mettere passione in tutto ciò che fai, mantieni anubistica umiltà e il mercato penserà a valorizzarti molto più di quanto tu ti possa immaginare.

E se non ti valorizzasse come vorresti? Suona di più la zampogna adorando Anubi. Potresti scoprire che in realtà quello che volevi, dopo aver prodotto sufficiente ricchezza per mantenerti e esserti impegnato a fondo nel tuo accrescimento, era proprio di avere dieci minuti in più per suonar la zampogna.

Il guerriero anubista combatte contro se stesso per migliorarsi, non combatte contro gli altri per “sembrare il migliore”: alla fine di tante battaglie vince sempre qualsiasi guerra, perchè è il migliore.

Che Anubi sia con voi!

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