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La Tenia e il Ministro: breve storia di un’evoluzione al ribasso

Una domenica mattina come tante il Profeta era alle prese con la sostituzione di uno stipite dell’armadio.

Come da protocollo, stava adorando intensamente Anubi a causa della totale mancanza di spirito collaborativo da parte delle viti, le quali, in un atto di pura ribellione quantistica, parevano essersi fuse a livello atomico con il legno.

Mentre malediceva la geometria degli stipiti — unica forma architettonica in grado di generare danni cranici permanenti senza alcun impatto estetico — il Profeta, fedele al Quarto Precetto, si era messo ad ascoltare un podcast di biologia.

Lo faceva per tenere la mente allenata, certo, ma anche perché il rum era finito e l’alternativa era parlare con Hello Kitty numero 42.

(Hello Kitty 42 è un pupazzo senziente che discute regolarmente con altri oggetti della casa cospirando contro il Profeta. È anche l’unico che sa dov’è finita la brugola.)

Il biologo nel podcast parlava di parassiti, con quel tono calmo e tecnico che usano solo quelli che hanno rinunciato da anni alla compagnia umana.

A un certo punto, sgancia la bomba:

“La tenia, nel corso dell’evoluzione, ha perso quasi tutti gli organi. Non ha stomaco, non ha sistema nervoso centrale, non ha arti, occhi, niente. L’unica cosa che ha mantenuto — e anzi potenziato — è l’apparato riproduttivo.”

Il Profeta, colpito in pieno lobo frontale dal concetto ancora prima che dallo stipite (che nel frattempo si stava preparando a colpire di nuovo), ha avuto un sussulto.

“Aspetta… che?

Momento Scienza™ — per anime rozze e tenaci

La tenia (non la teina, mi raccomando) è un verme piatto.

Un parassita intestinale.

Ma non un parassita qualsiasi: è il Picasso della regressione funzionale, il Dalai Lama dell’adattamento minimo.

È un essere che ha scoperto un luogo perfetto: il nostro intestino.

Qui il cibo è già digerito, la temperatura è confortevole, non ci sono predatori, non c’è luce, né scadenze, né stipendio da negoziare. 

Un paradiso.

E allora la tenia ha deciso.

Non ha bisogno di occhi: nel buio non servono.

Non ha bisogno di muoversi: viene trasportata con grazia da una peristalsi involontaria.

Non ha bisogno nemmeno di digerire: le sostanze nutrienti le passano direttamente attraverso la pelle.

Una spa di assorbimento perpetuo.

E così, per risparmiare energia, ha eliminato tutto ciò che non le serviva.

Ha tenuto solo l’apparato riproduttivo.

Perché l’unico scopo è continuare. Colonizzare. Sfornare uova.

È una macchina riproduttiva cieca, muta, inconsapevole, ma perfettamente adattata.

E in quell’istante, mentre lo stipite assestava il colpo definitivo sul lato sinistro del cranio, il Profeta ha avuto una visione.

Su uno scranno parlamentare.

Che si dichiara “a favore del popolo” mentre emette decreti che non ha nemmeno letto.

E allora la sinapsi ha fatto “CLACK”.

O forse era di nuovo lo stipite. Difficile dire.

Fatto sta che il Profeta ha pensato:

“Ma non è che stiamo guardando l’evoluzione al contrario?”

  • Ministri della Salute obesi come trichechi con la gotta.
  • Ministri dell’Economia che non saprebbero emettere una fattura nemmeno con un tutorial davanti.
  • Ministri dei Trasporti che vanno in panico davanti a una rotonda.

E tutti, puntualmente, col sorriso da “ce l’ho fatta grazie alla meritocrazia (dei cugini)”.

Una volta questi figuri erano almeno eleganti.

Avevano dei completi decenti.

Delle risposte vagamente coerenti.

Una dignità da facciata.

Ora?

Lasciamo perdere…..

E il Profeta, mentre recuperava il pupazzo di Hello Kitty n°42 da sotto il frigo, si è chiesto:

“Ma è davvero colpa loro? O sono il prodotto coerente di un sistema che seleziona la riproducibilità sociale, non la competenza?”

Un sistema parassitario.

Che — come ogni buon sistema parassitario — seleziona per la semplificazione funzionale.

Come la tenia ha perso stomaco, gambe, occhi e ambizioni, il politico ha perso:

  • il pensiero complesso
  • l’etica
  • e, in casi avanzati, la sintassi

E poi arriva la parte peggiore.

Quella che fa tremare anche Hello Kitty n°42:

il parassita in buona fede.

Perché il parassita consapevole è uno stronzo.

Ma ha un piano.

Sa di essere stronzo.

Quindi è prevedibile.

Il parassita in buona fede, invece, è convinto di fare il bene.

Si muove col sorriso.

Si indigna per sport.

Posta citazioni e vota riforme contrarie alla grammatica.

È l’apocalisse vestita da volontariato.

Ed è lì che il Profeta ha capito.

“Non c’è da arrabbiarsi. È il sistema che li rende così. È la struttura stessa che li svuota. Le Tenie non sono cattive. Sono solo coerenti rispetto all’ambiente. Quindi il problema non è il parassita in sé, ma l’ecosistema che gli permette di sopravvivere.”

Conforme al Secondo Precetto, il Profeta ha deciso di non insultare nessuno direttamente.

Ha spento il podcast.

Ha preso un pezzo di carta e a scarabocchiato la frase che ha dato vita a questo delirio ehm… articolo:

Poi si è versato un altro bicchiere.

E ha iniziato a guardare una nuova serie coreana dove un impiegato del supermercato trama per far fallire il negozio..

Non c’entrava niente, ma in fondo l’illuminazione non ha bisogno di coerenza. 

Solo di tentare di rifuggire l’ignoranza.

Che Anubi sia con te.

Il Profeta

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P.p.s. Per chi volesse ulteriormente approfondire il discorso parassiti, invitiamo alla lettura dell’articolo Parassiti, Parassitoidi e Predatori

P.p.p.s. Nessun parassita è stato maltrattato per scrivere questo pezzo. I politici invece sì, ma solo intellettualmente

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