L’anubistico Fato
L'Illuminata Arta ha chiesto di recente al Profeta cosa ne pensasse del "Fato"...
di Il Profeta — 2026-01-15
Spesso si associa magia, fato e destino.
Come i torturati dal latino liceale sanno bene, “Fato” nel suo primitivo concetto antico rappresenta la parola degli dei.
Il fato era la condizione umana assolutamente immodificabile.
Per quanto agli occhi del mortale apparisse causale, il fato era in realtà assolutamente predeterminato.
Molti film di fantascienza sono stati sviluppati sulla base di questo principio: per quanto ti sbatti per cambiare il futuro, ciò che deve accaderti si verificherà.
Il primitivo concetto antico del “fato” viene poi sostituito dal “destino” di romana concezione. (Homo faber fortunae suae: l’uomo è l’artefice della propria sorte.)
L’uomo è sì soggetto a un “destino”, ma il destino non è più ineluttabile, anche se “prevedibile”, perché dipende dal modo di “essere” dell’umano stesso.
In seguito, introducendo il concetto della “provvidenza” e del “determinismo”, il dibattito filosofico è diventato estremamente più complesso in una commistione religio-filosofica di lunga ed inutile analisi.
L’inutilità deriva dal fatto che, ben pesate, tutte le teorie risultano sempre funzionali a ridurre l’umano a un essere addomesticato. Fortunatamente l’anubista non ha disegni divini da subire: il suo dio è impegnato altrove.
In soccorso del Profeta, come si verifica sempre più spesso ultimamente, sono accorsi i (sud)Coreani con la serie “The King Eternal Monarch.”
Re: Zio, tu credi nel Fato?
Zio (medico): È un concetto complicato per un uomo di scienza.
Re: Non è una cosa chiara. Le persone di solito lo mettono da parte e lo sfidano apertamente. Dovrei oppormi ad esso?
Zio: Non si sa mai cosa può accadere nella vita, ma se c’è un posto che vuoi raggiungere, anche a costo di mettere in pericolo la tua vita allora si tratta dell’azione del fato.
I passi che ognuno di noi decide di compiere mettendo a rischio un’intera esistenza sono un segno del suo intervento.
Il Profeta è rimasto molto illuminato da questa definizione, alta commistione religio-filosofico-artistica, che unisce al contenuto filosofico anche uno poetico di altissimo pregio.
Senti liberamente, desidera e vivi intensamente; solo allora potrai essere l’artefice della tua sorte.
Il Profeta augura all’adepto di impegnarsi nell’avere un “peso” nel suo destino, dato che è lui stesso l’artefice del suo “essere e divenire”.