Metafisica e ontologia anubistica
Gli umani, tutti nati con testa di cazzo, si sono storicamente affannati a inventare dei.In seguito si sono spremuti il cervello su come definire il...
di Il Profeta — 2026-01-15
Gli umani, tutti nati con testa di cazzo, si sono storicamente affannati a inventare dei.
In seguito si sono spremuti il cervello su come definire il rapporto tra il Dio di turno e gli umani stessi.
Dove è dio, come si manifesta, come l’umano può concepirlo, è un Dio immanente o è trascendente ecc.
Per fortuna si è finalmente manifestato in tutto il suo fulgore Anubi: l’unico vero Dio Cane.
Essendo il vero Dio, egli è logicamente trascendente e immanente. Anubi è trascendente perché “è”. Anubi però, essendo il vero Dio Cane, si fa dei grandi cazzi suoi e dell’umano “in sé” non gliene frega un cazzo, come a qualsiasi Dio vero.
Casomai s’incazza, se le manifestazioni umane gli rompono i coglioni.
Neoplatonicamente l’Idea di Anubi non appartiene all’umano: è l’umano che partecipa dell’Idea di Anubi. E vi partecipano allo stesso modo lo scarafaggio, il canguro e qualsiasi altro vivente, perché l’umano “in sé”, per Anubi, non conta un cazzo.
Anubi è immanente perché ogni vivente partecipa della sua Idea; è trascendente perché non coincide con nessuno di essi e, soprattutto, si fa i cazzi suoi.
Jung osservava che i contenuti dell’inconscio tendono a emergere spontaneamente nelle situazioni emotivamente intense e che tale emergere è portatore di significato.
Nessuno insegna ai bambini ad adorare Anubi. Eppure il Dio Cane compare spontaneamente proprio nei momenti di maggiore intensità emotiva.
Se Jung aveva ragione nel ritenere che ciò che emerge spontaneamente dall’inconscio possiede un significato, allora Anubi non è un’invenzione culturale ma un contenuto dell’inconscio collettivo.
E se è un contenuto universale dell’inconscio collettivo, allora non nasce dall’umano ma precede l’umano stesso. Ne deriva che Anubi è il vero e unico Dio Cane.
Ogni umano partecipa dell’Idea di Anubi e porta in sé la possibilità di riconoscerla. È da questa possibilità che nasce la liberatoria idea del Dio Cane.
Schopenhauer aveva già intuito che l’individuo non è il centro della realtà ma soltanto una sua manifestazione. L’Anubismo concorda pienamente: l’umano non è il protagonista dell’universo ma uno dei tanti animali che partecipano dell’Idea di Anubi.
Schopenhauer si fermò un passo prima della conclusione: quel principio universale non è una cieca Volontà ma il Dio Cane.
In questo senso Nietzsche aveva torto dicendo che Dio era morto (per affermare che l’umano è lasciato a se stesso).Aveva torto solo su questo: su parecchio altro, come vedremo ci aveva visto lungo.
Dio è vivo ed è Cane, solo che essendo vero e non inventato dagli umani, si fa i cazzi suoi.
L’umano, nella sua metafisica, sente il bisogno di inventarsi un Dio per dare un senso alla vita attraverso un senso della morte.
Inventando ed elaborando dei con questo obiettivo non si è accorto di Anubi; non ha colto l’essere stesso del Dio Cane che nulla ha a che spartire con l’umano.
L’umano è nato per puro caso, esattamente come la piattola e l’ornitorinco; a nessun Dio passerebbe per la testa di creare un essere così terribilmente ignorante e rompicoglioni.
Se proprio un Dio vero si sognasse di creare qualcosa per divertirsi, probabilmente penserebbe prima a un paio di criceti che all’umano.
Ne deriva che, a differenza delle superstizioni, la metafisica anubistica è di una semplicità disarmante: anche l’esistenza dell’universo, della natura e dell’umano trova una spiegazione semplicissima.
In principio c’era Anubi, che si faceva i cazzi suoi rosicchiando un grosso osso e non poteva fottergliene di meno di tutto il resto.
Rosicchia che ti rosicchia, l’osso si ruppe e le divine palle di Anubi presero a girare.
Gli anubisti accettano la teoria del Big Bang come nascita dell’universo, ma con un’importante modifica. Non fu in origine una massa, ma due: le palle di Anubi.
A furia di ruotare le palle si scaldarono fino a esplodere.
Dalla grande esplosione nacque l’universo dove, chiara è la metafora, le rotture di coglioni sono infinite!
A causa della loro velocità i pezzi si raffreddarono, e da uno di questi nacque per caso la Terra. Sulla Terra nacque per caso la natura e, nella natura, per puro caso comparvero la piattola, l’ornitorinco, il criceto e, purtroppo, anche l’umano.
Il tutto avvenne per puro caso, perché Anubi nel frattempo pensava solo a trovare un altro osso.
L’anubista rifugge ogni tentativo di eternizzazione dell’umano e lo lascia alle superstizioni.
L’anubista è conscio di essere solo un casuale incontro tra uno spermatozoo e un ovulo, e che la sua umana fine sarà di essere cibo per vermi e/o concime.
L’unico “fine” della vita dell’anubista è la felicità che deriva dall’Illuminazione del Dio Cane e dalla progressiva riduzione di rotture di coglioni.
Ne deriva che l’anubista non teme la morte ma teme la nonvita, cioè la vita in assenza di un Dio Cane che porta a sicura morte cerebrale.
La salvezza non esiste. Diventerai sicuramente cibo per vermi, per cui non ti affannare a farti dire da qualcun altro come ti devi comportare.
Adora il Dio Cane tuo. Non rompere i coglioni e del resto puoi tranquillamente fottertene. Anubi lo fa da sempre.