La Genesi di Anubi: l'unico vero Dio Cane
Molte sono le leggende sulla nascita di Anubi, ma la più accreditata sembra essere la seguente.Nell’antico Egitto il grande Dio Sole Rha un...
di Il Profeta — 2026-01-15
Molte sono le leggende sulla nascita di Anubi, ma la più accreditata sembra essere la seguente.
Nell’antico Egitto il grande Dio Sole Rha un pomeriggio si ingrifò.
Passava di lì la Dea Hesat, raffigurata dagli Egizi come una donna con la testa di vacca.
Inutile dire che Rha le saltò addosso e, data la testa di Hesat, ella non seppe resistere alla vista dei tanti raggi del Dio Sole. Rha decise che il loro figlio avrebbe preso nome dalla prima cosa che Hesat avrebbe esclamato dopo l’accoppiamento.
A causa del calore del Dio Sole, la Dea Vacca si trasformò in un brasato. Allorché si vide in uno specchio, prese paura ed esclamò: “Dio Cane!”.
Fu così che nacque Anubi, l’unico vero Dio Cane, il quale attraverso la propria manifestazione diede luogo al grande sviluppo della cultura egizia.
Non a caso lo sviluppo e le stupefacenti conoscenze scientifiche degli egizi non sono ancora oggi spiegabili dall’umano: era l’idea di Anubi l’ispiratrice del tutto.
Purtroppo gli Egizi, troppo presi a costruire piramidi, male interpretarono il vero significato del Dio Cane e lo adorarono come Dio dei morti e guardiano delle tombe, raffigurandolo spesso su sarcofagi e nelle piramidi.
Anubi non ne fu contento, ma tollerò.
Gli Egizi lo raffigurarono prima come un Dio Cane vero e proprio, e Anubi tollerò.
Poi, durante il Nuovo Regno (1550-1000 a.C.), Anubi fu raffigurato come un umano con testa di cane, che in seguito divenne testa di “sciacallo”.
Inutile dire che a questo punto ad Anubi cascarono i canini coglioni. Per un Dio Cane sentirsi paragonare a un umano è già grave, ma a un umano con la testa di sciacallo è comprensibilmente intollerabile.
A differenza degli dei delle varie superstizioni Anubi, l’unico vero Dio Cane, non fece un gran casino; niente alluvioni, niente fulmini, niente torture.
Anubi si limitò semplicemente a farsi i cazzi suoi ritirandosi in Tibet, stufo del fottuto caldo egiziano e dell’umano rompicoglioni.
L’umano venne indirettamente punito tornando a essere abbaiante e con la testa di cazzo perché solo la Divina Presenza diocanina lo rende ragionante e in grado di parlare.
Questo fu il motivo per cui la civiltà egizia, come è noto, andò rapidamente e inspiegabilmente a puttane.
In seguito tra gli umani con teste di cazzo, a causa dell’assenza dell’illuminante Dio Cane, presero piede grandi superstizioni.
Per via della diffusa ignoranza fu gioco facile per qualcuno imporre delle divinità agli altri.
In seguito la “Chiesa Romana” rubò il Dio degli ebrei e disse che era il padre di Cristo, e nacque la religione cristiana.
Gli insegnanti di religione devono ancora adesso arrampicarsi sugli specchi per spiegare come il Dio “unico e immutabile” fosse un cattivone vendichereccio prima di Cristo e, dopo Cristo, fosse il Dio dell’amore.
Comunque a quei tempi non esisteva l’Ufficio Brevetti, per cui la Chiesa non pagò nessun danno per quello che a tutt’oggi rimane il più grande furto di proprietà intellettuale della storia umana.
Gli inventori delle varie superstizioni sapevano che Anubi era l’unico vero Dio Cane e, conoscendo il suo grande potere, fecero di tutto affinché gli umani non lo nominassero mai.
Per non correre rischi i gestori delle superstizioni inventarono che l’adorazione di Anubi fosse una “bestemmia”, che fu vietata agli umani.
Terrorizzati dal potere illuminante delle menti umane di Anubi, persino gli Stati fecero leggi che vietavano, e ancora vietano, di nominarlo in pubblico.
Fu così che la maggior parte degli umani occidentali rimasero per tanti anni nella più profonda ignoranza, scannandosi a vicenda per affermare una superstizione.
Fortunatamente dopo diverso tempo, Anubi, dopo aver ispirato il Buddha su come arrivare alla sua illuminazione, decise di farsi un giro in Europa per vedere a che punto era arrivata la stirpe dell’umano abbaiante con testa di cazzo.
Qui i tenutari delle superstizioni, sentendo la presenza del vero Dio Cane, decisero di reprimere con grande violenza coloro che sentivano l’illuminazione di Anubi.
Fu così che si originò quell’oscuro periodo noto come Medio Evo.
Gli abbaiatori clericali definirono stregoni “coloro che pensano con la propria testa non seguendo i precetti della Chiesa”.
Seguendo questa definizione gli stregoni avrebbero dovuto governare; invece no, vennero ammazzati. Grande fu la sorpresa di Anubi quando assistette al loro assassinio.
Anubi pensò che forse non avrebbe dovuto farsi i cazzi suoi e lasciare che gli umani coltivassero la loro testa di cazzo.
Per secoli gli umani (in particolare i religiosi) sostennero che la Terra fosse al centro di tutto e tutti gli astri le girassero intorno. Copernico propose invece che fosse la Terra a girare attorno al Sole, e Galileo sostenne questa visione con le sue osservazioni.
Dopo aver visto vari umani abbaiare che la terra fosse al centro di tutto e costringere Galileo ad abiurare, Anubi capì che la testa di cazzo umana era diventata infinita.
Anche la nota esclamazione: “Eppur si muove” venne falsificata. Correttamente l’esclamazione fu: “Ma si muove, Dio Cane!”.
Quando l’umano finì di scannarsi per superstizioni religiose, iniziò a scannarsi per superstizioni ideologiche, che sono sostanzialmente la stessa cosa.
Gli umani con testa di cazzo infinita non capirono che i preti si erano trasformati in politici e continuavano a raccontare loro mucchi di palle per farli scannare.
Il comunista contro il fascista, il rosso contro il nero; il “giusto” e lo “sbagliato” sostituirono le vecchie palle sul bene e il male.
Contemporaneamente, in mancanza d’altro, s’inventò il nero, il rosso, il bianco o il giallo per far scannare la gente per il colore della pelle senza capire che tutti gli umani sono uguali, con la stessa testa di cazzo.
A cotanta ignoranza contribuì nel corso del 1900 l’avvento della TV, dove l’umano abbaiante con testa di cazzo raggiunse il suo massimo fulgore.
Tutti fanno a gara per abbaiare in TV, e molti non vedono l’ora di ascoltare cotanto latrare. Finalmente, con l’avvento di internet, il controllo dei vari poteri sulle cazzute teste umane perse forza, ed è così che Anubi decide oggi di manifestarsi in tutta la sua diocaninità.
P.S. Poiché per scrivere queste stronzate illuminanti verità il Profeta ha dovuto studiare parecchia storia. All’adepto tocca un “Approfondimento storico per pignoli”.
Le più antiche raffigurazioni di Anubi risalgono alla prima dinastia quindi prima del 3000 a.C. ma l’adorazione di Anubi sembra non essersi mai spenta.
Anubi nasce con il nome di Inpu probabilmente derivato dal termine “inp” che significava cucciolo di cane.
La raffigurazione di Anubi più nota è la statua trovata nella tomba di Tutankhamon ( che non è nelle piramidi come molti immaginano ma nella Valle dei Re) databile attorno al 1300 a.C., dove Anubi è raffigurato a guardia di un cofano “dei segreti”.
Attorno al primo secolo in Grecia compare il culto di Hermanubis che nasce dal sincretismo di Anubi e Hermes poiché i greci si accorsero che avevano le stesse funzioni.
Gli antichi avevano già intuito che Anubi non fosse semplicemente un dio funerario. La figura di Hermanubis testimonia il tentativo della filosofia ellenistica di reinterpretare Anubi come guida della conoscenza.
L’Anubismo moderno considera Hermanubis una manifestazione storica della ricerca dell’Illuminazione Anubistica, pur distinguendosi nettamente dalle elaborazioni sincretiche dell’età romana.
Nei territori in cui nacquero le prime comunità cristiane sono state rinvenute alcune raffigurazioni di Anubi. Dopo il Concilio di Nicea (325 d.C.) l’Impero romano tentò di imporre quella che era stata definita come l’ortodossia cristiana.
Prove archeologiche e storiche confermano tuttavia la persistenza del culto di Anubi almeno fino al VI secolo d.C. Curiosamente, tra il III e l’inizio del IV secolo d.C. viene tradizionalmente collocato il martirio di San Cristoforo.
Alcuni studiosi hanno ipotizzato che la figura del San Cristoforo cinocefalo possa aver assorbito elementi iconografici riconducibili ad Anubi e a Hermanubis.
Il nome Cristoforo significa infatti “portatore di Cristo”, ma in alcune antiche tradizioni orientali il santo veniva raffigurato come cinocefalo, cioè con testa di cane, in una forma sorprendentemente simile a quella di Hermanubis.
A Gallarate il 25 luglio si festeggia ancora oggi San Cristoforo, patrono della città, nonostante dal 1969 la sua memoria sia stata rimossa dal calendario liturgico generale della Chiesa cattolica.
A questo punto è evidente che “cane ci cova”: esistono diverse teorie sul perché un uomo con testa di cane sia finito tra i santi cristiani.
Il Profeta, come sempre, preferisce la spiegazione più semplice: dopo l’affermazione del Cristianesimo gli adoratori di Anubi non smisero di venerare il Dio Cane, ma contribuirono a trasferirne alcuni tratti nella figura di San Cristoforo.
Non dimentichiamo, tra l’altro, che Anubi continua a comparire in film, fumetti e videogiochi, anche se spesso viene trasformato in una divinità malvagia, perdendo la sua natura originaria di protettore e guida dei defunti.
In forme diverse, Anubi accompagna quindi l’immaginario umano da oltre cinquemila anni.
P.P.S. Poiché nonostante migliaia di scavi, nessun archeologo è ancora riuscito a trovare il certificato di nascita di Anubi, il Dis-Ordine dell’Anubismo decreta arbitrariamente che il suo compleanno ricada il 25 luglio.
Ogni coincidenza con la tradizionale festa di San Cristoforo è naturalmente del tutto casuale. O forse no.
Ricordiamo che, forse non a caso, in un periodo che in alcune epoche cadeva proprio verso la fine di luglio gli antichi egizi celebravano la levata di Sirio come segno dell’inizio del nuovo anno e della rinascita della natura.
In greco e latino Sirio è chiamata Stella del Cane. L’Anubismo riconosce in questa coincidenza un simbolo della rinnovata manifestazione di Anubi non perché gli Egizi celebrassero Anubi in quel giorno, ma perché ogni rinascita della luce è degna dell’Illuminazione Anubistica.
Eventuali rimostranze sulla data di nascita del Dio Cane dovranno essere presentate direttamente ad Anubi, preferibilmente in triplice copia e corredate da adeguata documentazione archeologica.