L’ anubistica Befana

Oggi il Profeta vorrebbe parlare della Befana. No! Non della Von Der Cazzen! No! Neanche della Schlein!

di Il Profeta — 2026-01-15

Abbiamo parlato di Babbo Natale, per cui è giusto dedicare qualche riga anche alla Befana. No. Non stiamo parlando di certe “befane” di Bruxelles. Il Profeta, anzi, rimane molto male quando sente dare della Befana a personaggi simili. Mettiamo una cosa in chiaro.

La Befana porta doni, come insegna la nota filastrocca: “La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte, attraversa tutti i tetti, porta bambole e confetti.”

La Befana dà. Non prende. Arricchisce, non impoverisce. Al massimo, se hai violato il Secondo Precetto facendo il parassita, ti lascia un po’ di carbone.

Ma, comunque vada, non entra mai dal camino per portarti via qualcosa. Ecco perché il Profeta resta perplesso quando sente usare il termine “Befana” per certe figure del potere. È un’ingiustizia nei confronti della Befana! La Befana distribuisce. Il Parassita preleva.

Sono due figure mitologiche completamente diverse. Alla figura della parassita europea, semmai, potrebbe adattarsi una filastrocca differente: “La Parassita vien di giorno, con il corpo molto adorno, attraversa tutti i conti, prende tutto senza sconti.”

La befana è un altro eroe anubista, in cui il buon Anubista crede, perché ha rispettato il secondo precetto e non ha mai vietato alcunché.

Si è manifestata migliaia di anni fa da subito come una figura mossa da buone intenzioni e ha resistito anche ad attacchi operati dalla Chiesa la quale l’ha definita “credenza pagana” frutto di “influenze sataniche”.

(Chissà come mai chi non ruba e non obbliga ad alcunché diventi sempre un personaggio osteggiato dai vari poteri. Mah...)

Il Profeta è ormai un vecchio rincoglionito non è più un bambino ma il 5 gennaio sera mette la calza per la Befana.

Tipicamente alla mattina troverà il suo dolciume sotto forma di una bottiglia di Rhum.

Una curiosità raccontata da un avo del Profeta: La Befana del vigile urbano.

Nell'immediato dopoguerra cominciava ad esserci una certa circolazione di veicoli nei comuni e non c'erano i semafori per cui i sindaci assunsero delle persone (malpagate) per aiutare la circolazione dei veicoli.

Era un lavoro durissimo ma utilissimo per cui i cittadini volevano bene a queste persone e in occasione della Befana portavano i doni ai Vigili.

No!

Il Profeta è ancora sobrio!

Vi garantisce che è vero!

I regali venivano portati agli incroci, dove c’era la pedana del vigile, e lì deposti.

Erano così tanti che in taluni casi bloccavano gli incroci.

Ma, grande Anubi cosa diavolo è successo in questi pochi decenni? Un tempo il vigile produceva un beneficio percepito dai cittadini, tanto da ricevere spontaneamente dei regali. Oggi molti cittadini lo percepiscono prevalentemente come chi infligge sanzioni.