Una anubistica osservazione sulla violenza sessuale
Il profeta non segue l'informazione italiana ma qualcosa purtroppo gli perviene...
di Il Profeta — 2026-01-15
A proposito di sacralità della vita e di giustizia un altro argomento triste sono gli stupri.
C’è sempre una poveraccia vittima e pennivendoli vari che si alternano a scrivere inutilità.
Tempo fa discutevano (poi per fortuna l’hanno piantata), come di un elemento scatenante, anche della autosessualizzazione e della provocatorietà delle ragazze sui social.
Il fatto che le ragazze debbano fare le facce a culo di pollo sui social corredate da foto di tette e culo è una grande risorsa per l’Anubista: con semplicità e precisione sa perfettamente quali siano le ragazze da non frequentare, quindi è sicuramente un valore aggiunto!
Ciò comunque con gli stupri non c’entra un infinito cazzo! Specialmente con uno degli ultimi a carico di una bambina di 10 anni e più di recente di una quindicenne.
Il profeta vorrebbe, cercando di non rompere le divine sfere, introdurre la seguente parabola.
C’era un tempo in cui se qualcuno osava stuprare una donna partiva una gara tra parenti, amici e vicini di casa della vittima da una parte e le forze dell’ordine dall’altra.
Se le forze dell’ordine arrivavano in ritardo, allo stupratore veniva fatta mangiare una pizza che notoriamente genera un “malore improvviso”.
Se la gara veniva vinta dalle Forze dell'ordine, onde proteggere lo stupratore da "malore improvviso" lo mettevano immediatamente "al fresco" senza dargli della pizza. (Notoriamente i "malori improvvisi" vengono a causa del caldo e della pizza.)
Il problema è che l'intolleranza degli altri ospiti del "fresco albergo" nei confronti dello stupratore finiva ad aumentare la temperatura ambiente provocando inevitabilmente un "malore improvviso" al nuovo ospite.
Fu così che si decise di riservare una parte del “fresco albergo” solo agli stupratori per fare in modo di proteggerli da “malori improvvisi”.
La morale è che lo stupratore rimaneva a lungo chiuso nel fresco albergo perché, fosse uscito, il rischio "malore" era altissimo e tanto più alto quanto prima fosse uscito.
Il risultato era che agli stupratori passava la voglia o la possibilità di stuprare quantomeno all'esterno della loro famiglia.
Questa parabola ha circa 40 anni.
Oggi gli stupratori parimenti a tutti gli altri aggressori agiscono indisturbati, non vengono neanche “rinfrescati” un po’.
Abbiamo addirittura di recente scoperto che da qualcuno è stato sostenuto che lo stupratore era innocente perché certi comportamenti sembravano essere normali nella cultura dell’imputato.
Tutto ciò porta alla formulazione di un Grande Mistero dell’Anubismo: “Posto che le donne sono sempre donne, gli stupratori pure e lo stato anche, cosa è cambiato negli ultimi 40 anni? Perché oggi tanti aggressori sembrano percepire un rischio minore di subire conseguenze immediate?”
Il Profeta non invita nessuno a far mangiare pizze agli stupratori. Si limita a osservare che una società nella quale l’unica paura del criminale è trovare parcheggio davanti al tribunale ha un problema, enorme.
Il Profeta non sa quale sia la soluzione. Sa solo che una donna non dovrebbe avere paura di uscire. È lo stupratore che dovrebbe averne moltissima prima di decidere di agire, Dio Cane!