L’ anubistica meraviglia

Come già visto mantenere una componente infantile è fondamentale per molti aspetti...

di Il Profeta — 2026-01-15

Come abbiamo visto mantenere una componente infantile è fondamentale per molti aspetti.

Un altro aspetto importantissimo è la "meraviglia".

La Meraviglia viene definita: “Sentimento di stupore destato da una cosa nuova, straordinaria, impensata.”

Non è così automatico provare meraviglia perché dipende proprio dalla capacità di apprezzare la “cosa nuova e straordinaria” cioè considerarla e cercare di comprenderla anche se “impensata”.

Il buon Anubista, se un amico gli racconta di avere visto un asino che volava non gli dice: "Ma che cazzo ti sei fatto, Dio Cane?" e neanche gli chiede se ha visto passare un politico in elicottero.

Il buon Anubista si meraviglia e gli chiede tutti i dettagli.

Il fatto che l'asino volante fosse "impensato" non lo ferma dal cercare di capire meglio l'evento.

In realtà chi non è stato colto dalla illuminazione anubistica reagisce pensando che siano cazzate, ciò perché non riesce ad elaborare concetti impensati.

Il problema è che tra la scuola e un fottio di altri condizionamenti gli è stato insegnato con grandissima precisione cosa doveva “pensare”. Se si attiene a ciò finirà facilissima vittima del belare in gregge.

Da qui la necessità di riuscire nella vita a continuare a mantenere un "occhio infantile" in grado di continuare a provare meraviglia essendo in grado di osservare l'impensato.

Si tratta di applicare un modo di vedere diverso dal “tommasiano ” toccare per credere, ma il credere che tutto sia interessante e degno di attenzione fino a prova contraria.

Una volta usciti dalla nota Caverna è fondamentale rimanere più aperti possibile a qualsiasi stimolo che susciti meraviglia se si vuole raggiungere la Illuminazione. Manifestare la meraviglia con un “Dio Cane, che meraviglia!” è prodromo alla illuminazione.

Cogliere con interesse qualsiasi informazione non archiviandola come fa il non Illuminato con “è complottismo!”, permette di vedere oltre e lentamente sviluppare un nicciano “alto punto di osservazione” che permetterà all’anubista di vivere con molti dubbi ma in modo più consapevole.

Vivere nel dubbio costa ma è l'unico modo di apprezzare un po' di verità.

Dopo aver scoperto che almeno la metà delle certezze che ci hanno venduto a scuola e sui tiggi erano false, il Profeta rimane aperto a tutto. Un buon Anubista alza le orecchie, tace e non necessitando di certezze rimane aperto alla “meraviglia”.